Buongiorno, Scriptiani, oggi vedremo come gettare le basi per creare la personalità dei personaggi. Tenteremo di dare un insight psicologico sulla strutturazione della personalità a partire dalle teorie dei tratti e dagli elementi di background.

 

I concetti di base

Personalità: è il nucleo centrale e fondativo delle caratteristiche psichiche e di comportamento delle persone, o personaggi, che resta stabile in qualsiasi situazione.

 

Identità: è la capacità dell’individuo di avere consapevolezza di sé, di sentirsi una persona come entità coerente, e rimanere uguale a sé stesso pur trasformandosi. Non è un concetto lineare, poiché è di per sé stesso antitetico, contenendo in sé l’idea di somiglianza e di differenziazione. La persona si identifica con chi è come lui/lei (lo stesso popolo, la stessa cultura), ma al contempo si differenzia con le proprie caratteristiche individuali.

 

Temperamento: attiene a delle caratteristiche innate, inscritte nel codice genetico dell’uomo. Mentre la personalità e l’identità si sviluppano tramite l’interazione degli individui, o personaggi, col mondo che lo circonda, il temperamento sottostà come base a tutto il processo.

 

Ora che hai ben chiare queste distinzioni, possiamo approfondire un po’.

 

Temperamento e fisicità

Ai primordi delle teorie che hanno cercato di definire la personalità delle persone, o nel nostro caso dei personaggi, troviamo quella di Ippocrate. Sin dai tempi dell’antica Grecia aveva riconosciuto una corrispondenza fra alcune caratteristiche fisiche e  altre comportamentali. Ippocrate ha definito dei tipi di temperamento ben specifichi e a ognuno di questi corrispondono determinate parti del corpo.

Temperamento collerico: un individuo irascibile, permaloso e superbo. Fegato.

Temperamento sanguigno: un individuo rubicondo, allegro e goloso. Cuore.

Temperamento flemmatico: un individuo lento, pigro e sereno. Cervello/polmoni.

Temperamento melanconico: un individuo magro, debole e pallido. Milza.

L’aspetto più interessante della sua teoria è che certe caratteristiche fisiche (che presentano quindi anche una componente ereditaria), hanno un ascendente sul come si sviluppi la persona. Un individuo impara a comportarsi seguendo i propri bisogni e le aspettative che l’ambiente ha nei suoi riguardi, così l’aspetto e la costituzione giocano un ruolo fondamentale.

 

Come si applica ai personaggi?

Quando crei un personaggio e definisci il suo aspetto ricorda che il genere, le caratteristiche fisiche e la costituzione andranno tutti a influenzare come lui/lei si approccia all’ambiente che lo circonda e come l’ambiente interagisce di rimando.

 

Personalità dei personaggi

Come detto, la personalità è un nucleo dove risiedono le caratteristiche psichiche e di comportamento della persona. Ed è in questo nucleo che è possibile trovare i così detti “tratti”.

Ogni individuo è frutto di un’organizzazione dinamica e unica di tratti di personalità proprio per questo non è possibile trovare due personalità identiche. Ci sono diversi teorici che si sono occupati di definire i tratti di personalità, molti dei quali hanno convenuto che si possono ridurre a cinque fondamentali:

Apertura: si riferisce all’apertura a nuove esperienze e include la curiosità intellettuale, il pensiero divergente, la disponibilità a considerare nuove idee e un’immaginazione attiva.

Conscienziosità: si riferisce al grado di autodisciplina e controllo.

Estroversione: si riferisce al livello di socialità dell’individuo. Gli estroversi sono in genere molto socievoli, energici e amichevoli. Gli introversi, invece, sono riservati e indipendenti.

Accordabilità: si riferisce a quelle caratteristiche che sono rilevanti per l’interazione sociale. Gli individui altamente accordabili sono fiduciosi, disponibili, dal cuore tenero e comprensivi. Quelli non molto accordabili sono sospettosi, antagonisti, scettici e non collaborativi.

Neuroticismo: si riferisce alla stabilità emotiva e all’adattamento personale di un individuo. L’individuo con nevroticismo elevato sperimenta sbalzi d’umore ed è instabile nel vivere le sue emozioni. Al contrario i soggetti con bassi livelli di nevroticismo sono calmi e ben adattati.

Secondo Gordon Allport c’è variabilità nel comportamento di ognuno, ma si può trovare anche una certa costanza ed è per questo che è importante definire i tratti della personalità, poiché costituiscono la parte costante del comportamento umano.

 

Come si applica ai personaggi?

Quando crei un personaggio ti può essere utile delineare le diverse tipologie di tratti che li caratterizzano. Per esempio puoi iniziare definendo i tratti cardinali che sono quei tratti così totalizzanti da influenzare quasi tutte le azioni che il personaggio mette in atto. Poi puoi passare a definire i tratti centrali, che sono elementi secondari della personalità, ma comunque capaci di influenzare il comportamento del personaggio nella maggior parte dei contesti. Infine puoi concludere definendo i tratti secondari, che sono quelli meno palesi. Si riducono di solito ai gusti e alle preferenze, ma che hanno un certo impatto in determinate situazioni.

 

Identità e Ambiente

Da un punto di vista psicologico l’identità di una persona inizia a definirsi sin da quando il bambino viene al mondo. Le componenti fisiologiche innate, come il temperamento, la costituzione, gettano la base del rapporto neonato-genitore sin dai primi giorni di vita. Non esiste individuo che possa esistere da solo, l’interiorità è plasmata sempre tramite le relazioni con gli altri e con l’esterno. Il bambino vede sé stesso negli occhi del genitore/tutore, definisce i propri confini tramite la stimolazione tattile e, grazie a questo interscambio, si identifica come diverso. La consapevolezza di sé, l’autostima, la visione del mondo, le credenze culturali, la capacità sociali, il saper amare, la fiducia, la gestione e la comprensione delle proprie emozioni, queste sono solo alcune delle abilità che il bambino acquisisce e sviluppa tramite la relazione con il genitore e l’ambiente in cui cresce.

Essendo l’identità un processo dialettico di somiglianza/differenziazione con l’ambiente che circonda la persona, è possibile che la stessa incorra in conflitti più o meno profondi a seconda delle aspettative, dei rapporti e della cultura di appartenenza. Per esempio un modello identitario forte, come può essere il dittatore in un regime totalitario, può portare a una forte identificazione (somiglianza) o a un forte rifiuto (differenza) e tutto questo contribuisce a determinare come l’individuo vede sé stesso.

 

Come si applica ai personaggi?

Quando immagini il background di un personaggio tieni sempre a mente che l’ambiente e il rapporto con i genitori hanno un peso sostanziale per determinare chi egli sia. Tutte le sfumature identitarie, più o meno marcate, trovano sempre la loro giustificazione se analizzate in quest’ottica. Per esempio un bambino maltrattato dalla famiglia potrebbe crescere con una scarsa autostima e scarsa fiducia nei confronti del prossimo, potrebbe cercare l’approvazione a livello sociale uniformandosi a dei modelli socialmente accettati che però non incarnano il suo vero io e quindi giungere a un conflitto.

 

Alcuni esempi pratici

Prima di concludere voglio soffermarmi ad applicare quanto qui discusso. Ho scelto alcuni personaggi famosi e mi sforzerò di delineare i loro tratti di personalità. La mia scelta è ricaduta sui i leggendari moschettieri: D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis, poiché sono personaggi che amo e che tutti conosciamo.

 

D’Artagnan: temperamento direi collerico. Il suo tratto cardinale è la creatività, sa trovare soluzioni ai problemi e sa pensare fuori dagli schemi. Come tratti centrali gli riconosco che è coraggioso, energico, ma anche spaccone e orgoglioso, è fedele alle persone di cui ha stima, ma sa essere subdolo, certe volte sfrutta persino gli amici, e con i nemici è spietato. Come tratti secondari: donnaiolo e un poco avaro.

 

Athos: temperamento decisamente flemmatico. Il suo tratto cardinale è di sicuro la disciplina, è ligio al dovere in qualsiasi situazione e devoto alla corona. Come tratti centrali direi che è leale e cavalleresco (anche con i nemici), è molto fedele agli amici, forse troppo, non gli mentirebbe né nuocerebbe mai in alcun modo. Come tratti secondari: misurato nella parole, posato nei modi e molto colto.

 

Porthos: temperamento per forza sanguigno. Il suo tratto cardinale è la socialità, infatti la chiacchiera e l’energia sono prototipici della sua persona. Come tratti centrali vi è secondo me la semplicità, ambisce a diventare barone, ma non è un grande pensatore, né stratega, è di buon cuore, un po’ ingenuo, ma vanitoso, fascinoso, ammaliatore, e non perde occasione di usare queste sue qualità per spillare i soldi alle amanti. Come tratti secondari: ama la moda e la bella vita.

 

Aramis: temperamento flemmatico come Atos, ma il suo tratto cardinale è l’ambizione. Vuole diventare abate, non per vocazione, ma proprio per il potere che ne deriva. Tratti centrali: è strategico, testardo e impavido, ma non spaccone, è cinico, freddo e calcolatore. Tratti secondari: colto, appassionato d’arte e di religione.

 

Conclusione

Con quanto detto fin qui non vogliamo stabilire un limite alla fantasia. I personaggi sono belli, poiché sono vari e poiché potenzialmente possono incarnare qualsiasi caratteristica tu, in quanto autore, voglia dargli. Però puoi sfruttare i concetti di questo articolo non solo per creare dei personaggi complessi e completi, ma soprattutto coerenti a sé stessi, pur nella loro incoerenza e capacità di trasformazione.

 

Per il momento è tutto, spero di averti intrigato e interessato a questo approccio nuovo alla scrittura. Se volessi condividere i tuoi pareri, opinioni o mostrarci se e come hai applicato i suggerimenti che ti abbiamo dato, puoi contattare noi di Scripta su info@scriptablog.com o lasciare un commento.